LETTERE ALLA REDAZIONE*
Lettere alla redazione*
03/03/2004
2004
 
   
I Popolari sturziani: esistono?
Leonardo Castellano
Riceviamo quale contributo al dibattito suscitato dall'ultimo editoriale e volentieri pubblichiamo.

I Popolari sturziani esistono. Non sono solo tanti ex-Popolari del PPI ma anche, e tanti di più, cittadini perplessi, persino impauriti, di fronte all'deologia dell'anti-ideologia che sta producendo una vita politica sempre più rabbiosa, violenta e devastante nelle parole e contemporaneamente sempre più lontana dalla carne e dall'anima delle persone. Popolari "spontanei" sono anche tanti intellettuali e opinionisti che, pur ostinandosi ad esibire indifferenza di fronte all'incredibile fenomeno che il pensiero sturziano ("che guarda a sinistra") sia l'unico pensiero politico del novecento che non ha più declinazione pratica in Italia (mentre esistono ancora, fascisti, comunisti, socialisti, repubblicani, liberali, radicali etc...), nelle loro argomentazioni di fatto esprimono struggente nostalgia per il senso dello Stato, la civile tolleranza, la lungimiranza e
la capacità costruttiva della classe politica che quel pensiero riuscì ad esprimere a partire dal secondo dopo-guerra e fino ad almeno gli anni '70. E' innegabile il successivo declino, anche etico, della qualità di tanti esponenti di quella classe politica e, non conforta certo la constatazione che quel declino fu contemporaneo al declino dell'intera classe politica nazionale. Conforta però certamente la constatazione che il PPI del '94 nacque da una coraggiosissima opera di autocritica e pulizia interna e visse una prima bellissima, e purtroppo brevissima,
stagione di rinnovato entusiasmo e fervore, spesso confortato da sinceri e spontanei riconoscimenti di moralità, competenza ed efficienza da parte sia degli avversari politiche che della gente comune. Per cause che potrebbero definirsi "nostra inadeguatezza umana a
sostenere a lungo lo sforzo di un progetto tanto alto" anche il tentativo del '94 è da tempo stato cancellato dalla Storia e dalla cronaca del nostro Paese. Ma piccole candele ogni tanto si accendono (di recente Allenaza Popolare di Martinazzoli e Italia Popolare di Monticone-Bianco-Duilio) anche se incomprensibilmente troppo distanti tra loro. Ogni volta qualcuno, ignorando le mie mille prove di inadeguatezza politica, sorprendentemente, mi chiede "che fare" ? Vorrei rispondere con una citazione da Martinazzoli "la storia politica è, prima di tutto, la storia di
una idea che nasce e si incarna, si confronta, combatte, si arricchisce e si precisa nel contrasto e,
anche se sconfitta, riprende la sua strada, ritorna e vince quando ha diritto di vincere per il consenso che matura e per la speranza che suscita". Dato che non siamo riusciti a sostenere nel PPI (forse neppure a capire) questa grandiosa verità che rivela la grandezza della politica, che dire ? Ognuno faccia una buona politica lì dove ritiene di trovarsi meglio, contribuendo sempre però a tessere con ostinazione quei fili che, prima o poi, diverranno, quasi d'incanto, una tela unica.
 
 
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