| Riflessione di un "semplificatore" |
| Leonardo Castellano |
Riceviamo questo puntuale contributo e volentieri pubblichiamo.
Sono un semplificatore.....forse. Più presuntuosamente direi che cerco di guaradare le cose liminando i rumori di fondo (le ammuine, in termini popolani). Dico pertanto che il problema dei cristiani-cattolici (italiani) impegnati in politica sta, in primo luogo, nei cristiani-cattolici (italiani) impegnati in politica. Non solo dediti a delegittimarsi reciprocamente, o addirittura a suicidarsi (politicamente) in cambio di qualche tazzina di caviale strettamente personale (agli ex-PPI fischiano le orecchie ?), ma complessivamente incapaci di quella grandezza che fu della prima DC. Grandezza consistente non nel proporsi come partito portatore delle sensibilità e difensore degli interessi (pur legittimi) del mondo cattolico, ma come partito in grado di proporre, sulla base delle sensibilità cristiane e cattoliche, un modello di gestione della cosa pubblica condivisibile da un popolo più numeroso di quello che frequentava le Chiese. Sono consapevole della "semplificazione" (anche stilistica), ma mi pare che il concetto emerga chiaramente e che chiaramente sottenda la convinzione che, nel riconoscimento di quella grandezza c'era la radice del rispetto di cui i cristiani-cattolici impegnati in politica godevano anche negli ambienti meno amichevoli (in Italia e fuori). Sento già l'obiezione: altri tempi ! altre condizioni ! la secolarizzazione...... Mettiamola allora così: se si pensa che quella grandezza fu regalata solo, o comuqnue in misura preponderante, dal fattore-K (dalla paura del Comunismo di Stalin e compagni e successori) e/o dalla speranza popolare di una repubblica confessionale, automaticamente si afferma di un "colpo di fortuna" irripetibile e si nega l'importanza della concezione politica sturziana. Ma in tal caso si nega anche la rilevanza di qualunque rappresentanza politica cristiano-cattolica: la Chiesa è in grado di trattare da "potenza-a-potenza" senza bisogno della mediazione di un pugno di parlamentari (sicuramente meno intelligenti e accorti di tanti Cradinali, Vescovi, Priori....e Parroci di campagne e periferie urbane) eventualmente costretti ad assumere posizioni sempre più integraliste o, in alternativa, a recitare una parte di pura scena. Se invece si ritiene che la funzione della concezione politica sturziana abbia ancora un potenziale enorme di efficacia (in Germania, ad esempio, non esista ancora, e forte, la CDU ?), allora bisogna essere conseguenti. Nel disastrato panorama politico italiano di oggi, che nella dilagante e trasversale pochezza vede il grottosco riemergere di tanti parassiti e guastatori della Prima Repubblica, l'unica vera possibile novità potrebbe proprio essere costituita da una limpida, decisa e appassionata proposta di calore, e insieme rigore-civico, cristiano-cattolico. Nella storia di questo nostro amato Paese non troviamo, piaccia o no, nulla di meglio.
|
| |
|
|
|
|
|