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UNA PRESENZA ORANTE NEL CUORE DELLA CITTA'
Omelia di S.Em. Cardinale Arcivescovo Carlo Maria Martini nella
Messa per la riapertura della chiesa di S. Vito al Pasquirolo
22 marzo 2001
Ricordi antichi e recenti
Non è senza emozione che vivo questa celebrazione. Ricordo
che circa venti anni fa, all'inizio del mio ministero episcopale
a Milano, venni qui una sera nel desiderio di partecipare alla preghiera
notturna, preghiera promossa, in alcuni giorni della settimana,
dal gruppo "Milano Centro".
Ora, a distanza di venti anni, dopo tante vicende e dopo lo splendido
restauro che stiamo ammirando, viene rilanciata la proposta della
preghiera notturna per la città.
La chiesa di S. Vito al Pasquirolo, collocata nel cuore di Milano,
è antichissima, almeno negli edifici originari precedenti
all'attuale. Se ne parla già nel 1145 e tuttavia lungo i
secoli fu purtroppo segnata da eventi contrastanti: per molto tempo
è stata parrocchia, poi ridotta a uso profano e quindi la
ripresa fino ai giorni nostri. Una delle ricostruzioni si deve al
Cardinale Federigo Borromeo. E' perciò un luogo che testimonia
e conserva antichissime memorie della città. Ed è
bello rilanciarla come chiesa della notte, della preghiera notturna.
Mi piace evocare il giorno in cui p. David Maria Turoldo venne da
me in episcopio a parlarmi del futuro di S. Vito al Pasquirolo.
Mentre il legame con la figura del prof. Giuseppe Lazzati è
costituito da alcuni arredi sacri, donati a questa chiesa dall'associazione
S. Stanislao - fondata nel 1888 - , nella quale iniziò il
suo primo cammino come cristiano autentico, formato alla sapienza
cristiana e l'evangelizzazione.
Una presenza orante nel cuore della metropoli
Le letture bibliche del giovedì della III settimana
di Quaresima contengono alcuni richiami a ciò che speriamo
e attendiamo da questa presenza orante nel cuore della metropoli.
La prima lettura (Gn 21,14-19) mostra la tenerezza di Dio che ascolta
la voce del fanciullo piangente, il grido della sofferenza e del
dolore. E questa chiesa è luogo dove Dio si rende presente
per ascoltare la voce degli abbandonati, degli sfiduciati, di coloro
che entreranno qui alla ricerca di un momento di sollievo, di calma,
di pace, di fiducia; un luogo nel quale il Signore si dispone -
anche tramite i sacerdoti che celebrano l'Eucarestia e danno spazio
ai colloqui - a consolare, a confortare.
La pagina del vangelo (Mt 6,25-34) sottolinea un significato molto
concreto di questa chiesa nel cuore della città. Gesù
stigmatizza l'affanno, la precipitosità, il non sapersi fermare
mai, l'essere sempre oppressi da nuove urgenze, da nuovi impegni.
Ed esorta con tutti i modi possibili, attraverso interrogazioni
retoriche e gli esempi degli uccelli del cielo, dei gigli del campo,
a bandire ogni eccessiva preoccupazione.
San Vito al Pasquirolo si pone davvero in controtendenza rispetto
agli affanni, all'ansia, alla fretta che caratterizzano una metropoli.
Si pone come luogo alternativo, di silenzio, di pausa, di contemplazione.
E' bello poter avere una chiesa tanto simbolica nel cuore della
città così affannata e in corsa. Auspichiamo quindi
che tanti approfittino dell'invito e scoprano in S. Vito la possibilità
di vivere un momento di pausa, di riposo del cuore.
La II lettura, dal libro dei Proverbi (3,1-12), ci presenta dal
canto suo una serie di ammonizioni, seguite da promesse. Le ammonizioni
si riferiscono all'obbedienza nei riguardi dell'insegnamento, alla
confidenza di Dio, atteggiamenti fondamentali proposti nella legge
di Dio; le promesse, i frutti concernono soprattutto la pace, la
gioia, la serenità della vita, i sentieri appianati, la salute
stessa del corpo, il refrigerio. Noi ci auguriamo che questa chiesa
offra tali frutti; che quanti passano davanti e la vedono aperta
nelle ore serali, notturne, sappiano che si offre una promessa.
Una promessa che è il Signore, la sua pace, il suo dono.
Preghiamo dunque ,non solo per tutti presenti, per coloro che hanno
promesso, voluto e operato lo splendido restauro, ma per gli uomini
e le donne che verranno qui nel desiderio di ricevere qualche frutto
dello Spirito, di trovare pace e conforto.
Preghiamo affinchè la dimensione contemplativa della vita
sia, in questa chiesa, esempio e simbolo per un'intera città
che in fondo anela a una sola cosa: il Signore, il suo Regno, la
sua verità e la sua pace.
PREFAZIONE
di S. Ecc. Mons Erminio de Scalzi
Con l'Eucarestia celebrata dal Cardinale Carlo Maria Martini il
22 marzo 2001 in S. Vito al Pasquirolo, ritornata al suo antico
splendore, è stata ridonata alla città una chiesa
particolarmente cara alla storia di Milano. Il sogno, da lungo tempo
coltivato, di una chiesa aperta la notte, nel cuore della città,
ha incontrato la sensibilità munifica dell'istituto per il
Sostentamento del Clero, Ente intestatario della chiesa, che ne
ha reso possibile la realizzazione. Mons. Emilio Ferrario, presidente
dell'Istituto e il suo Consiglio di Amministrazione, hanno preso
a cuore questa impresa, e ci hanno fatto dono di una chiesa splendidamente
restaurata, dove chi entra difficilmente può sottrarsi al
fascino di una singolare atmosfera artistica e spirituale.
A loro siamo grati. La valentia poi dell'arch. Roberto Sennhauser
e dei suoi collaboratori ha fatto il miracolo (se penso a com'era
la chiesa prima del restauro), coniugando con grande armonia l'antico
ed il moderno. L'ispirazione di fondo per questa iniziativa è
venuta dalle parole che l'Arcivescovo, il 28 marzo di 10 anni fa,
rivolgeva alla città nella lettera "Alzati e va a Ninive
la grande città":
"Sono molti oggi a Milano coloro che ogni giorno silenziosamente
passano l'arduo confine tra l'oscurità e la luce, tra la
penombra e il calore del sole, come tanti sono quelli che nello
stesso tempo passano silenziosamente la frontiera tra la verità
ed il buio, tra la certezza e l'incertezza, il dubbio, la sfiducia.
Bisogna riconoscere il bene profondo che c'è nel cuore di
tanta gente della città e l'ansia O bisogno di Dio che consciamente
o inconsciamente sono in molti."
La chiesa di S. Vito al Pasquirolo è destinata ad incontrare
questo bisogno di Dio che c'è in molti, ad accogliere quella
crescente domanda di interiorità che viene dalla città.
E' spazio dedicato al silenzio, all'ascolto della Parola, alla preghiera,
e - per chi lo desidera- al dialogo penitenziale. I giovani sacerdoti
della città hanno risposto con entusiasmo all'invito di mettersi
a disposizione di questa esperienza. Riaprendo questa chiesa mi
ritornano in mente due persone che sento presenti a condividere
di vero cuore questa iniziativa: il Prof. Giuseppe Lazzati e padre
Davide Maria Turoldo.
Lazzati ce lo ricorda la vicina fondazione a lui intitolata: fu
uomo di grande preghiera che ha insegnato a molti giovani a pregare.
La memoria di padre Turoldo è viva in questo luogo perchè
esso, per lungo tempo, conobbe la cura pastorale dei Padri Serviti.
E anche padre Davide fu un cantore del silenzio e un uomo di preghiera.
Iniziamo nel nome del Signore questa esperienza: non mancheranno
persone che - come Nicodemo - verranno qui, di notte, a cercare
Gesù. Possono sentire dette a loro le consolanti parole che
il Vangelo di Giovanni riporta al cap. 3.
+ Erminio De Scalzi
Vicario Episcopale per la città di Milano
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